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Tasse sull'acquisto immobiliare in Italia: guida per acquirenti internazionali (2026)

Blog ·Fiscalità e diritto

24 aprile 2026 · 9 min · Andrej Avi

Tasse sull’acquisto immobiliare in Italia: guida per acquirenti internazionali (2026)

Il prezzo di acquisto è un numero. Il carico fiscale è un altro. Chi arriva da Germania, Austria o Svizzera per comprare un immobile in Italia si trova davanti a un sistema tributario con regole proprie. Ecco cosa si paga davvero, con i numeri aggiornati al 2026.

Quanto costa in tasse un acquisto immobiliare in Italia?

Tra il 4% e il 13% del prezzo di acquisto, a seconda del tipo di venditore e dello status dell’acquirente. Tre imposte gravano sull’atto: Imposta di Registro, Imposta Ipotecaria, Imposta Catastale. Negli acquisti da costruttore, l’IVA sostituisce la Registro.

Confronto fiscale: acquisto tra privati vs. costruttore vs. Prima Casa
ImpostaTra privati (seconda casa)Da costruttore (standard)Prima Casa (tra privati)
Registro / IVA9% sul valore catastale10% IVA sul prezzo2% sul valore catastale (min. 1.000 EUR)
Ipotecaria50 EUR200 EUR50 EUR
Catastale50 EUR200 EUR50 EUR
Registro (acquisto IVA)n/a200 EUR200 EUR

Il punto chiave: per gli acquisti tra privati, il 9% si calcola sul valore catastale (meccanismo Prezzo-Valore), non sul prezzo di compravendita. I valori catastali in Italia stanno tipicamente tra il 30% e il 50% del valore di mercato. L’aliquota effettiva sul prezzo reale è spesso tra il 3% e il 5%.

Registro, Ipotecaria, Catastale: le tre imposte d’acquisto

Tre imposte, tre funzioni. La Registro copre il trasferimento di proprietà. La Ipotecaria copre la trascrizione nei registri immobiliari. La Catastale copre la voltura catastale. Per gli acquisti tra privati, Ipotecaria e Catastale sono 50 EUR ciascuna. Il peso reale è nella Registro: 9% del valore catastale.

Il valore catastale si calcola dalla Rendita catastale, un reddito annuo figurativo assegnato dall’Agenzia delle Entrate. Per gli immobili residenziali (categoria A, escluso A/10), la formula è: Rendita catastale x 1,05 x 126 (seconda casa) o x 115,5 (Prima Casa).

Un immobile con Rendita di 2.000 EUR come seconda casa: valore catastale = 252.000 EUR. La Registro al 9% = 22.680 EUR.

Acquisto da costruttore: quando si paga l’IVA al posto della Registro?

Quando il costruttore vende entro 5 anni dal completamento, si applica l’IVA al posto della Registro. Il calcolo cambia radicalmente: l’IVA si calcola sul prezzo intero, non sul valore catastale.

Aliquote IVA per acquisti da costruttore
CategoriaAliquota IVAEsempio: prezzo 800.000 EUR
Residenziale standard10%80.000 EUR
Categoria lusso (A/1, A/8, A/9)22%176.000 EUR
Prima Casa4%32.000 EUR

In aggiunta: 200 EUR ciascuna per Registro, Ipotecaria e Catastale. Su una villa di lusso (categoria catastale A/8) da costruttore a 800.000 EUR: 176.000 EUR di IVA più 600 EUR di imposte fisse. Molte ville in Toscana rientrano nella categoria A/8 o A/9. Verifichi la categoria catastale prima di firmare. Andrej Avi controlla la categoria catastale di ogni immobile prima della Proposta. Chi trascura questo passaggio scopre il 22% solo dal Notaio.

Un esempio concreto: un acquirente trova un casale ristrutturato a 1,2 milioni di EUR, venduto dal costruttore. Categoria A/8. IVA: 264.000 EUR. Lo stesso immobile come compravendita tra privati con valore catastale di 400.000 EUR avrebbe comportato 36.000 EUR di Registro. La differenza: 228.000 EUR. La categoria catastale e il tipo di venditore determinano l’imposta, non il prezzo da solo.

Prima Casa: quando conviene l’agevolazione?

La Prima Casa riduce la Registro al 2% (minimo 1.000 EUR) o l’IVA al 4%. Le condizioni sono rigide.

L’acquirente deve trasferire la residenza nel comune dell’immobile entro 18 mesi dall’acquisto. Se possiede già una Prima Casa in Italia, deve venderla entro 24 mesi (la L. 207/2024 ha esteso il termine da 12 a 24 mesi). Chi vende la Prima Casa entro 5 anni senza riacquistare entro un anno paga la differenza di imposta, più la sanzione del 30%, più gli interessi.

Per la maggior parte degli acquirenti internazionali che cercano una seconda casa in Italia, la Prima Casa non è un’opzione. Ma per chi trasferisce realmente il centro dei propri interessi, il risparmio è significativo. Su un acquisto tra privati con valore catastale di 300.000 EUR: 6.000 EUR di Registro invece di 27.000 EUR. Sono 21.000 EUR risparmiati su un’unica voce.

Un aspetto che vedo spesso: acquirenti che richiedono la Prima Casa, registrano un indirizzo e non si trasferiscono mai. L’Agenzia delle Entrate verifica. Bollette, iscrizione al SSN, presenza effettiva. Una residenza solo formale non regge al controllo.

Flat Tax per neoresidenti: 200.000 EUR annui

Dal 10 agosto 2024, il regime forfettario per neoresidenti previsto dall’Art. 24-bis TUIR costa 200.000 EUR all’anno (prima era 100.000 EUR). Copre tutti i redditi di fonte estera. I redditi di fonte italiana restano soggetti a tassazione ordinaria.

Requisito: non essere stati fiscalmente residenti in Italia per almeno 9 degli ultimi 10 anni. Il regime dura al massimo 15 anni. Per i familiari si pagano 25.000 EUR ciascuno (l’aumento a 50.000 EUR è previsto). Il DDL Bilancio 2026 propone di alzare la base a 300.000 EUR.

Soglia di convenienza: circa 1,5 milioni di EUR di reddito estero annuo. Sotto questa cifra, le aliquote IRPEF ordinarie costano meno. Andrej Avi lo dice chiaramente: la Flat Tax è uno strumento per patrimoni rilevanti, non per chi compra la casa vacanza.

Convenzioni contro la doppia imposizione: D-IT, AT-IT, CH-IT

L’Italia ha convenzioni fiscali con tutti e tre i Paesi di tedesca, austriaca e svizzera:

  • Germania-Italia: Berlino 1989
  • Austria-Italia: Vienna 1981
  • Svizzera-Italia: Roma 1976

Per i redditi immobiliari si applica l’Art. 6 del Modello OCSE: i redditi da beni immobili sono tassati nello Stato in cui si trova l’immobile (Italia). Lo Stato di residenza riconosce un credito d’imposta per le tasse pagate in Italia.

Convenzioni contro la doppia imposizione: redditi immobiliari
ConvenzioneFirmaRedditi immobiliari tassati inMetodo
D-ITBerlino 1989Italia (Stato di ubicazione)Credito
AT-ITVienna 1981Italia (Stato di ubicazione)Credito
CH-ITRoma 1976Italia (Stato di ubicazione)Credito

In pratica: i canoni di locazione della villa in Toscana sono tassati in Italia. Il Paese di residenza concede il credito. Non c’è doppia imposizione, ma la dichiarazione va presentata in entrambi i Paesi.

Un errore frequente: gli acquirenti internazionali pensano che la convenzione li esoneri dalla dichiarazione nel Paese di residenza. Non è così. La convenzione regola il credito d’imposta, non l’obbligo dichiarativo. Serve un consulente fiscale nel Paese di residenza e un Commercialista in Italia, e i due professionisti devono comunicare tra loro.

Imposte ricorrenti dopo l’acquisto: IMU, IRPEF, Cedolare secca

L’acquisto è un evento. La proprietà è un costo continuo.

IMU (Imposta Municipale Unica): L’imposta patrimoniale sugli immobili. Formula: Rendita catastale x 1,05 x 160 (per la categoria residenziale A). Aliquota base: 0,86%. I Comuni possono fissare aliquote tra 0,46% e 1,06% (fino a 1,14% con maggiorazione). L’abitazione principale è esente, tranne le categorie di lusso A/1, A/8, A/9.

Esempio: Rendita 2.000 EUR. Base IMU: 336.000 EUR. Al 0,86%: 2.890 EUR all’anno. All’aliquota massima 1,14%: 3.830 EUR. L’IMU si paga in due rate: acconto entro il 16 giugno, saldo entro il 16 dicembre. L’aliquota comunale è pubblicata nella Delibera comunale, consultabile sul sito del Comune o sul portale del MEF.

Per una tipica villa toscana con Rendita 3.500 EUR: 3.500 x 1,05 x 160 = 588.000 EUR di base IMU. Con aliquota comunale dell’1,06%: 6.233 EUR all’anno. Non è una cifra trascurabile nel bilancio annuo di un immobile.

IRPEF sui canoni di locazione: Se l’immobile è locato senza opzione per la Cedolare, si applicano le aliquote progressive IRPEF (dal 23% al 43%).

Cedolare secca: Imposta sostitutiva a tassazione piatta sui canoni di locazione.

Aliquote Cedolare secca per tipo di locazione
Tipo di locazioneAliquotaCondizione
Locazione a lungo termine21%Standard
Canone concordato10%Comuni ad alta tensione abitativa
Locazione breve, 1a unità21%Primo immobile in locazione breve
Locazione breve, 2a+ unità26%Dal secondo immobile in locazione breve
Oltre 2 unità (2026)Attività d'impresaObbligo di Partita IVA (L. 199/2025)

Dal 2026 (L. 199/2025): chi gestisce più di 2 unità in locazione breve è soggetto alla presunzione di attività d’impresa. Serve la Partita IVA.

Imposta di successione 2026: riforma e nuove franchigie

Il D.Lgs. 139/2024 ha riformato l’imposta di successione. Le aliquote e le franchigie aggiornate:

Imposta di successione Italia 2026 (D.Lgs. 139/2024)
Grado di parentelaAliquotaFranchigia per beneficiario
Coniuge / linea retta4%oltre 1.000.000 EUR
Fratelli e sorelle6%oltre 100.000 EUR
Altri parenti6%nessuna
Non parenti8%nessuna

Novità: il Coacervo è stato abolito. Le donazioni precedenti non vengono più cumulate con l’asse ereditario. Questo semplifica la pianificazione successoria in modo significativo.

Rispetto alla Germania (aliquote dal 7% al 50%) e alla Svizzera (variabile per Cantone, dallo 0% al 50%), l’imposta di successione italiana per gli eredi diretti è contenuta. Chi lascia un immobile italiano ai figli paga il 4% sul valore catastale sopra la franchigia di 1 milione di EUR.

Altri aspetti fiscali

Plusvalenza: Chi vende entro 5 anni dall’acquisto paga l’imposta sulla plusvalenza. La scelta si fa al Rogito: tassazione ordinaria IRPEF o imposta sostitutiva del 26%. Dopo 5 anni, la plusvalenza è esente (Art. 67 TUIR). Immobili ereditati e abitazione principale sono sempre esenti.

Imposta sostitutiva sul mutuo: 0,25% dell’importo del finanziamento per la Prima Casa, 2% per gli altri immobili.

Bonus edilizi 2026 (L. 199/2025): Ristrutturazione: detrazione del 50% per l’abitazione principale, 36% per la seconda casa, tetto massimo 96.000 EUR. Bonus mobili: 50% fino a 5.000 EUR. Il Superbonus è scaduto (salvo zone sismiche). Dal 2027 le aliquote scendono al 36%/30%.

FAQ: 5 domande fiscali sull’acquisto immobiliare in Italia

Un acquirente tedesco paga l’imposta di registro in Italia?

Sì. L’Italia applica l’Imposta di Registro (9% sul valore catastale per acquisti tra privati) o l’IVA (dal 10% al 22% sul prezzo per acquisti da costruttore). Le aliquote sono le stesse per tutti gli acquirenti, indipendentemente dalla nazionalità.

Quali sono i costi totali di transazione per un acquisto immobiliare in Italia?

Tra l’8% e il 15% del prezzo di acquisto. Comprendono: imposte (dal 4% al 13%), onorario notarile (1%-2%), provvigione dell’agente (3%-4% più IVA), eventualmente perizia e traduzione. Andrej Avi prepara per ogni acquirente un prospetto personalizzato dei costi accessori prima dell’acquisto.

Un cittadino svizzero o austriaco deve pagare due volte le tasse sui canoni di locazione italiani?

No. Le convenzioni tra Svizzera e Italia (Roma 1976) e Austria e Italia (Vienna 1981) evitano la doppia imposizione. I canoni sono tassati in Italia e lo Stato di residenza riconosce il credito d’imposta. L’obbligo di dichiarazione sussiste in entrambi i Paesi.

Conviene la Cedolare secca per la locazione turistica?

Per il primo immobile sì: 21% a tassazione piatta batte l’IRPEF progressiva (fino al 43%). Dal secondo immobile in locazione breve l’aliquota sale al 26%. Con più di 2 unità, dal 2026 scatta l’obbligo di Partita IVA. La Cedolare secca è riservata alle persone fisiche, non alle società.

Cosa succede fiscalmente se vendo l’immobile italiano entro 5 anni?

La plusvalenza è tassabile. La scelta si fa in sede di Rogito: tassazione IRPEF ordinaria o imposta sostitutiva del 26%. Dopo 5 anni di possesso, la plusvalenza è esente. Fanno eccezione gli immobili ereditati e l’abitazione principale, che sono sempre esenti.


Andrej Avi è agente immobiliare in Toscana. Assistenza all’acquisto · Immobili · Chi sono

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Agente immobiliare & Property Manager

Consulenza personalizzata per immobili di pregio in Italia.

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